Marevivo ha 25 anni
La presidente Rosalba Giugni ricorda le battaglie dell’associazione
ROMA – L’associazione ambientalista Marevivo compie 25 anni e li festeggia ricordando le sue battaglie.
“Molti anni sono trascorsi da quel lontano 21 febbraio 1985, quando un piccolo gruppo di persone non rassegnate ad assistere incuranti al degrado strisciante di un ecosistema prezioso e indispensabile come il mare – dice la presidente Rosalba Giugno – fondava Marevivo.
“Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e infinite azioni sono state realizzate dall’associazione che nel frattempo cresceva di numero e di spessore scientifico e giuridico.
“Forse in questo quarto di secolo si sarebbe potuto fare di più e sicuramente meglio, ma la continuità dell’impegno e l’aderenza ai principi fondanti non sono mai mancate.
“La nostra bandiera con i delfini sventola orgogliosamente libera”.
“Quando siamo nati – continua la Giugni – pensavamo che attraverso la divulgazione e l’educazione ambientale, l’informazione sulle problematiche, avremmo potuto aiutare l’uomo a capire quanto fosse importante proteggere il mare e le sue risorse. Pensavamo che nel tempo non ci sarebbe più stato bisogno di un’associazione come la nostra e invece ci troviamo a pensare che potrebbero non esserci altri 9.130 giorni per vedere il mare ancora vivo. Oggi siamo costretti a fare un bilancio di tante ore, tanti giorni, tanti mesi racchiusi in questi 25 anni.
“Tutta l’energia, profusa con l’entusiasmo dell’ottimismo di tanti, non è riuscita ad arrestare un trend negativo del quale, con intuito, purtroppo avevamo previsto il percorso.
“Il mondo attuale ha numeri diversi, l’aumento esponenziale della popolazione del pianeta, l’uso delle risorse naturali senza regole applicate (tante leggi, trattati e convenzioni sono solo sulla carta), l’egoismo dilagante dei paesi ricchi, che continuano a sfruttare il territorio, l’acqua, l’aria e il mare, la corsa folle dei paesi emergenti verso il raggiungimento degli standard di consumi del mondo industrializzato, non fanno sperare in un futuro sostenibile.
“Questo potrebbe far pensare che, di questi tempi, occuparsi ancora con immutata passione di ecologia, difese ambientali, ricerche di energie pulite e rinnovabili, sia un’operazione quasi inutile.
“Ma sappiamo bene che non è così ed è proprio per questo che continuiamo instancabilmente ad appellarci alla “responsabilità” collettiva e individuale. Nessuno può più tirarsi indietro.
“Noi di Marevivo non ci arrendiamo, noi non vogliamo che l’uomo venga cacciato dall’ultimo Eden che ci è rimasto, il mare, con la sua straordinaria varietà di esseri viventi animali e vegetali, immenso, selvaggio e ancora da esplorare.
“Le acque salate rappresentano il 71% della superficie della Terra, producono l’80% dell’ossigeno e assorbono un terzo dell’anidride carbonica, gas responsabile dei cambiamenti climatici.
“Se muore il polmone blu – conclude Rosalba Giugni – non ci saranno più le condizioni per la vita dell’uomo sulla Terra”.