Cecilia Battistello: TDT a rischio nel network Eurokai?

Cecilia Battistello
LIVORNO – L’ha detto con gli occhi gonfi dalle lacrime versate davanti alla salma di Italo: ma l’ha detto con la consueta, fredda determinazione: “Gli azionisti stanno attentamente considerando – ha scandito Cecilia Battistello, presidente di Contship Italia – se Livorno può ancora rimanere nella mappa del network Eurokai”.
Una martellata, guardandoci dritta negli occhi, in veletta e cappello neri, con a fianco Nereo Marcucci e Leonardo Martini, mentre la folla dei portuali sfilava lentamente sulla Darsena Vecchia dietro al carro funebre, tra l’ululato delle cento sirene di navi e rimorchiatori. Ed ha aggiunto “Noi non facciamo politica, il TDT deve essere governato dalle leggi economiche. E per lavorare insieme sono questi i principi da servire. Con Italo vivo – ha aggiunto – c’era reciproco affetto, una totale stima e sempre possibilità di dialogare”. Come a dire: e oggi?
Ultima chiosa, questa su nostra domanda. Signora Battistello, riconferma la fiducia al suo amministratore delegato del TDT Martini ? Risposta. “Nel modo più totale ed assoluto”. Fine dell’intervista-lampo. E fine, forse, anche delle speranze di un ammorbidimento nello scontro in corso tra i due soci del TDT, la Compagnia portuali e Contship; speranze che in molti erano nate dall’arrivo della signora Battistello e del suo “stato maggiore” alle esequie di Italo Piccini. Dell’uomo che aveva fortemente voluto Contship nel TDT, tanto fortemente da scontrarsi anche con suo figlio Roberto che avrebbe invece preferito una joint-venture con gli spagnoli di Dragados.
Il resto della giornata di lunedì, nella grande sala delle conferenze del Palazzo del portuale dove era stata allestita la cerimonia degli addii, è trascorso tra gli interventi commemorativi e la tumulazione al cimitero della Misericordia. Ha parlato – e pianto durante l’intervento – Enzo Raugei, presidente dei portuali. Hanno parlato poi l’avvocato Paolo Bassano, monsignor Paolo Razzauti, monsignor Alberto Ablondi anch’egli in lacrime, e infine il sindaco Alessandro Cosimi. Che ne ha ricordato commosso l’amicizia quasi paterna, l’immenso carisma ma anche la profonda umiltà e le infinite curiosità culturali, sia nelle letture che nella grande e segreta passione per la poesia. “Intendiamoci – ha chiuso Cosimi – Italo non era Santa Rita da Cascia – ma nel fare del bene non aveva che una regola, quella di aiutare chi soffre”. Un parallelo, quello fatto dal sindaco, che molti hanno voluto cogliere con un’altra indimenticata figura della Livorno popolare, integerrima e altruista, quella di suo padre Bruno, che i più anziani ricordano e ricorderanno per il poco dire e il molto fare fino alla fine.
A.F.