Per la Livorno-Lucca-Modena un mezzo impegno del governo
L’importanza dell’iniziativa sottolineata dai presidenti camerali – Dopo le elezioni il via allo studio sul tracciato definitivo dell’auspicata arteria
MODENA – Se ne parla da decenni, ma questa volta l’impegno del governo è uscito ufficialmente. Anche se è promessa in campagna elettorale – quindi da prendere con le molle, come vuole la prudenza – secondo il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli l’autostrada tra Modena, Lucca e Livorno s’ha da fare. Il tutto “senza toccare gli impegni prioritari – ha detto a Modena Matteoli – già assunti dal governo per le grandi infrastrutture”. Tradotto: si farà, ma si farà quando il ministro Tremonti metterà a disposizione le risorse necessarie o quando sarà possibile lavorare con un project-financing con i privati, come del resto già avviene con la Livorno-Civitavecchia.
Promessa a parte, il convegno di Modena, organizzato dalle Camere di Commercio interessate (Modena, Reggio Emilia, Lucca, Pisa e Livorno) ha registrato anche un’altra decisione: subito dopo la tornata elettorale – e probabilmente anche in relazione ai risultati – il governo centrale e le Camere di Commercio cominceranno a lavorare su un’ipotesi di tracciato.
Da parte sua il presidente camerale di Livorno Roberto Nardi ha ricordato che le infrastrutture tra Emilia e Romagna sono da tempo al centro di un dialogo tra Camere di Commercio ed enti locali. Per quanto riguarda Livorno “il porto non può vivere di sola importazione – ha detto Nardi – ma deve poter contare anche su merci in uscita, oggi nettamente minoritarie. E quanto più si è vicini alle fonti produttive, tanto meno la somma dei costi della filiera trasportistica viene a incidere negativamente, come incide meno anche il fattore tempo per i transiti. Senza trascurare il valore delle attività manifatturiere e la loro complementarietà”.
Al convegno di Modena hanno portato contributi ed adesioni Enrico Torreggiani presidente della Camera di Modena, Enrico Bini della Camera di Reggio Emilia, Claudio Guerrieri della Camera di Lucca e Pierfrancesco Pacini della Camera di Pisa.